Si tratta di un altro dei presunti responsabili del tentato omicidio di un ventenne tunisino, accoltellato lo scorso 10 gennaio in via De Rolandis, nella zona universitaria di Bologna. E’ un 29enne, anche lui tunisino, arrestato a Pantin, poco a Nord di Parigi
BOLOGNA – E’ stato rintracciato e arrestato nei giorni scorsi a Pantin, una città francese alle porte di Parigi, uno dei presunti responsabili del tentato omicidio di un 20enne tunisino in via Giovanni Battista De Rolandis nel quartiere universitario di Bologna, risalente allo scorso 10 gennaio. Quel giorno, un sabato, nel tardo pomeriggio il giovane era stato accerchiato e ripetutamente accoltellato da un gruppo di persone di origine nordafricana, poi soccorso da Carabinieri e 118 e operato d’urgenza al Maggiore. Gli aggressori erano tutti fuggiti e immediatamente erano partite le indagini dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro, coordinati dall’autorità giudiziaria, per quella che è stata ricostruita come una spedizione punitiva fra due bande di spacciatori, una attiva nel parco della Montagnola, l’altra proprio in zona universitaria. Prima l’analisi meticolosa e ripetuta della scena del crimine, quindi un’attività d’intercettazione e il cosiddetto “pedinamento elettronico”: centinaia di ore di filmati scaricati ed analizzati, attingendo sia al circuito di videosorveglianza pubblica sia a sistemi privati. Uno sforzo investigativo che ha portato all’identificazione di 10 presunti responsabili, tutti di nazionalità tunisina e tutti senza fissa dimora, di età compresa tra i 17 e i 38 anni, un minorenne e nove maggiorenni. Per 8 di loro, i più gravemente indiziati erano stati anche emessi dei provvedimenti restrittivi. Cinque erano stati stati fermati nei giorni immediatamente successivi all’aggressione, tra cui due rintracciati all’interno di un casolare abbandonato nelle campagne di Castel Maggiore. Un sesto indagato era stato rintracciato in Olanda e arrestato dalle autorità locali, che avevano poi avviato la procedura di estradizione. Le ricerche a livello internazionali hanno quindi interessato anche gli ultimi due latitanti rimasti a piede libero e la collaborazione con le autorità di polizia francesi ha consentito l’esecuzione del Mandato di Arresto Europeo spiccato dal Tribunale di Bologna nei confronti di uno di loro, il presunto aggressore 29enne rintracciato appunto nella cittadina della regione dell’Ile de France, a migliaia di chilometri da Bologna e dal luogo del delitto, dove si era rifugiato per sfuggire alla cattura.