Torniamo a parlare dell’incendio di via Amendola: l’azione dei piromani, fa sapere la polizia, è stata interamente ripresa dalle immagini della videosorveglianza e ora tre tunisini dai 25 ai 26 anni, senza fissa dimora, sono in carcere. Da chiarire le motivazioni del gesto
BOLOGNA – L’incendio scoppiato ieri mattina prima dell’alba, in via Amendola, è stato interamente ripreso dalle telecamere cittadine che si trovano nella zona, in questo modo la polizia è stata in grado di risalire ai presunti responsabili. Poco prima delle 2, raccontano le immagini che però non sono state diffuse, si vedono tre persone che stanno parlando sedute su un materasso sistemato sotto i portici. Dopo poco si allontanano di qualche metro, ma il più giovane poi torna indietro e con un accendino appicca il fuoco al materasso, mentre gli altri due controllano che non arrivi nessuno. In pochi minuti l’incendio divampa, distrugge 13 motorini e 3 biciclette, attacca le vetrate dei negozi e coinvolge la palazzina fino al settimo piano. Sul posto arrivano i vigili del fuoco, la vicina polfer, polizia locale e carabinieri. La squadra mobile della questura avvia le indagini, visiona le immagini e individua le tre persone sospette, che nel frattempo si erano spostate in un bar di viale Pietramellara, e le trovano su una panchina di piazza Medaglie d’oro. Si tratta di tre tunisini di 25, 30 e 46 anni, senza fissa dimora, tutti pregiudicati per reati che vanno dalla droga alle rapine: il più giovane, quello che ha acceso il fuoco, ha anche un avviso orale. Da chiarire se sono anche i responsabili dell’incendio fotocopia di via Castiglione, o se lo hanno voluto imitare, ma anche i motivi del gesto, comunque nato da una situazione di emarginazione e degrado. Le indagini, comunque, sono ancora in corso, mentre gli indagati per incendio doloso si trovano in carcere, vista la pericolosità sociale.