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Insulti razzisti e aggressione al parco per una giostra, nei guai 31enne tunisino

Razzismo anche nell’aggressione a un 23enne somalo in via Petroni, commessa da un tunisino: in entrambi i casi è intervenuta la polizia

BOLOGNA – La Polizia ha rintracciato ieri mattina il responsabile di un’aggressione avvenuta nella notte in zona universitaria ai danni di un 23enne di origine somala, trovato a terra alle 3 e mezza con tracce di sangue sul corpo in via Petroni, dopo essere stato avvicinato da due uomini in bicicletta mentre era seduto in piazza Verdi, bersagliato da insulti razziali e poi colpito al mento con un coltello.

Prima del trasporto al Maggiore in ambulanza, la vittima ha descritto uno dei suoi assalitori, che si era appena allontanato verso Strada Maggiore, ma è stato bloccato poco dopo. Si tratta di un 23enne tunisino, irregolare e senza fissa dimora, denunciato per lesioni personali in concorso e messo a disposizione dell’Ufficio Immigrazione, che ne ha predisposto l’accompagnamento al CPR.

E anche una discussione per l’uso di una giostra è sfociata in insulti razzisti ed è culminata in una aggressione con un coltello, minacce di morte, calci e pugni. Due le persone ferite, un padre e una figlia, dimessi dal Sant’Orsola con prognosi rispettivamente di sette e due giorni. E’ successo nella serata domenica scorsa, nel giardino Giancarlo Susini in via Zaccherini Alvisi. E’ qui che è stata chiamata, anche in questo caso, la Polizia: gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico hanno prestato la prima assistenza alle persone coinvolte e avviato le indagini.

Secondo quanto ricostruito, la discussione è nata tra due famiglie: una donna ha rivolto ad un 49enne pakistano gravi insulti e poi ha contattato telefonicamente suo marito, un 31enne tunisino, che è arrivato al parco armato di un coltello, ha aggredito l’uomo con minacce di morte, un fendente, calci e pugni. Nel corso dell’aggressione è rimasta ferita anche la figlia 11enne del pakistano intervenuta per difendere il padre, spinta a terra mentre cercava di documentare quanto stava accadendo. Entrambi sono stati accompagnati al Policlinico e gli agenti del Commissariato Bolognina-Pontevecchio, poche ore dopo i fatti hanno identificato ed individuato l’aggressore, poi riconosciuto anche dal 49enne.

L’uomo, già sottoposto agli arresti domiciliari con autorizzazione ad allontanarsi solo in determinate fasce orarie, è stato denunciato sia per lesioni personali aggravate che per evasione e trasferito in carcere

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