Il cambiamento climatico è già nell’aria: l’aumento delle temperature sta infatti cambiando la produzione di polline, prolungando il tempo della loro diffusione. Dunque si allunga anche il periodo delle allergie
BOLOGNA – Un tempo c’era la primavera, stagione amatissima per il ritorno del sole e del caldo e delle giornate più lunghe e luminose. Ma con una lunga scia di allergie stagionali, riattivate dalla diffusione incontrollabile dei pollini. Ma ora qualcosa è cambiato, e chi ne soffre sta già iniziando ad accorgersene: quei sintomi che possono variare dal prurito ad occhi, naso e gola a raffreddore e starnuti, fino all’asma durano sempre di più. Una spiegazione c’è, ed è scientifica: con il cambiamento climatico la stagione dei pollini dura di più. E molto di più: si parla addirittura di un mese e mezzo.
A peggiorare ulteriormente la situazione ci si mettono poi gli inquinanti, che tendono a modificare il polline rendendolo più aggressivo per il sistema immunitario. Un circolo vizioso che ha ricadute tanto sugli ecosistemi vegetali che sulla salute. A dimostrazione, ancora una volta, che la salute del pianeta e la tutela del suo benessere, è la salute e la tutela di tutti.