Prosegue lo scontro in Bonfiglioli tra azienda e sindacati dopo la sparizione dei lavoratori in sciopero venerdì scorso nell’ambito della vertenza nata dal piano di investimento in automazione che prevede la meccanizzazione di un magazzino nella sede centrale di Calderara con circa 60 esuberi
CALDERARA (Bologna) – “L’innovazione riporta Bonfiglioli nel 1800”: la Fiom Cgil di Bologna ha voluto dare questo titolo alla conferenza stampa indetta con Uilm e USB lavoro privato davanti allo stabilimento di Calderara, dopo quando successo durante lo sciopero del 29 maggio. I sindacati hanno riferito di essere stati diffidati dal tenere la conferenza stampa nel perimetro della Bonfiglioli e si sono quindi spostati a bordo strada, continuando comunque a chiedere di continuare a dialogare. E proprio oggi Bonfiglioli comunica “la necessità di prendere in carico alcune attività di logistica di magazzino attualmente affidate a BCube” a Calderara di Reno per “inadeguatezze”, spiega, che possono impattare sulla qualità dei prodotti. E risponde alle proteste contro la sostituzione degli addetti in sciopero con personale interno da cui è originato lo scontro con l’imprenditrice. Infatti, Bonfiglioli precisa che l’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori “sanziona esclusivamente le condotte del datore di lavoro dirette a impedire o limitare l’esercizio della libertà sindacale o del diritto di sciopero. Eventuali lavoratori scioperanti, dipendenti dell’appaltatore, possono quindi legittimamente essere sostituiti da personale già in servizio del cliente”. Resta invece aperta la questione dell’automazione del magazzino.