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A renderlo noto Albero Capolungo, presidente dell’associazione delle vittime: i reperti saranno analizzati con tecniche moderne

BOLOGNA – Si torna a indagare sulla banda della Uno bianca: sarebbero due i fascicoli su cui stanno lavorando il Ros, la Digos e il Ris, una novità comunicata dal presidente dell’associazione dei familiari Alberto Capolungo pochi giorni fa all’assemblea dei soci. Il primo riguarda l’eccidio di Castelmaggiore e il secondo la strage del Pilastro e l’agguato all’armeria di via Volturno: nel primo caso per le sentenze i killer erano solo loro due, ma troppe cose non tornano e si pensa a un terzo assassino, mentre nel secondo caso il problema sono le serie di impronte che non è mai stato possibile attribuire.

Ora i Ris di Parma dovranno analizzare nuovamente tracce ematiche, Dna, vestiti, bossoli di proiettili, impronte, utilizzando le più moderne tecniche investigative, compresa l’intelligenza artificiale, per cercare di dare risposte ai punti oscuri rimasti irrisolti.

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