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Flotilla, rientrati gli attivisti: il racconto delle difficili ore di detenzione. VIDEO

Sono arrivati a Bologna Angela e Francesco che raccontano ore difficili di detenzione, mentre cresce ora la preoccupazione per gli altri militanti ancora in carcere in Israele

Sono tornati a casa dopo ore difficili Angela e Francesco, i due attivisti bolognesi che erano a bordo della Global Sumud Flotilla la notte del 29 aprile quando le autorità Israeliane hanno intercettato l’imbarcazione al largo delle coste di Creta. “Un trattamento da campo di concentramento” sono le prime parole per descrivere quella che è stata la loro detenzione, “alcune compagne chiedevano assorbenti e gli veniva negato” continuano; ma ci tengono a ribadire di non essersi sentiti mai soli. Nonostante la paura di non sapere cosa gli potesse succedere dopo, i due attivisti sapevano che a casa c’erano persone a lottare, per loro e per la libertà del popolo palestinese. Le stesse persone che alla notizia del loro arrivo sono accorse in aeroporto ad accoglierli. Ora rimane l’apprensione per Saif e Tiago, i militanti che in questo momento sono detenuti in un carcere israeliano e per i quali la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per sequestro di persona. 

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