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La federazione bolognese del Partito Democratico si è risvegliata questa mattina con la facciata completamente imbrattata. Nel corso della notte ignoti hanno ricoperto l’ingresso della sede con scritte offensive e minacciose, prendendo di mira sia il partito sia il primo cittadino Matteo Lepore. Tra i messaggi tracciati con vernici di vari colori compare una minaccia esplicita rivolta al sindaco, accompagnata da insulti e dalla scritta incendiaria che invoca il rogo del museo del Pilastro

BOLOGNA – Hanno spaccato la vetrata, probabilmente lanciando un sasso, della sede del Pd si via Andreini. Poi sui muri hanno lasciato minacce per il sindaco Matteo Lepore, insulti al primo cittadino ma anche al Partito democratico, fino a “fuoco al museo”. Accanto a quella che sembra proprio una firma, il Pilastro resiste e vi guarda con odio. Questo il tenore dell’atto vandalico della scorsa notte, dopo che tra lunedì e martedì ci sono stati nuovi disordini al cantiere del Muba, tanto che i camion con il materiale per i lavori hanno dovuto essere scortati dalle forze dell’ordine. E mentre i sostenitori del progetto, il comitato Muvet Futura, raccolgono firme e incontrano i cittadini per spiegare cosa sorgerà al Pilastro, cercando dialogo e confronto, i toni non si abbassano, e dopo i continui disordini nel quartiere si arriva ai vandalismi anche nel resto della città. “L’espressione di una frangia violenta e antidemocratica che nulla ha a che fare con il confronto civile”, ha commentato il segretario dm di Bologna, Enrico Di Stasi. A denunciare l’accaduto, anche il deputato Pd Andrea De Maria. Le scritte, attacca, sono “un fatto grave da non sottovalutare. Non ci faremo certo intimidire. Saremo con ancora più determinazione in campo per difendere la democrazia e respingere ogni deriva di violenza ed intolleranza”. Da settimane al rione Pilastro prosegue infatti il braccio di ferro tra il Comune, che vuole portare avanti la costruzione del Museo dei bambini (con l’abbattimento di alcuni alberi) e il comitato dei residenti ‘Mubasta’, contrario al progetto. portato alla denuncia di circa trenta persone, accusate di vari reati legati ai disordini.

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