Il sindaco di Bologna Matteo Lepore in questura per denunciare le minacce di morte ricevute sui social dagli hater dopo la manifestazione di sostegno alla famiglia della vittima
BOLOGNA – Aveva sangue nei polmoni e segni di schiacciamento Abderrahim Fakir, la cui agonia è durata 5 minuti e 30 secondi. E secondo un test provvisorio, vi sarebbero anche tracce di cocaina nel suo sangue. Sono le prime informazioni che arrivano dall’autopsia eseguita al S.Orsola. Bisognerà attendere 90 giorni per il deposito della relazione, che terrà conto anche degli esami di laboratorio. Tuttavia i primi risultati vengono interpretati dai legali di parte in maniera opposta: per Fabio Anselmo, avvocato dei familiari, si tratta di “asfissia posturale traumatica violenta”; per Gabriele Bordoni, che difende i due agenti di Polizia intervenuti domenica al Pilastro, non ci sarebbe alcun elemento riconducibile ad una “azione violenta o eccessiva”. E mentre le indagini proseguono, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affermato che dalle immagini non emerge nulla di sbagliato sull’operato dei due agenti. Non sarebbe così, però, secondo Anselmo
Intanto dopo la guerriglia urbana in centro nella notte tra lunedì e martedì diverse ore dopo il presidio organizzato da Lepore in piazza del Nettuno, un fiume d’odio ha travolto il sindaco. “Lepore ti vogliamo come Fakir”; “Speriamo che qualcuno ti pianti una pallottola in testa” alcuni dei commenti che è possibile leggere sotto l’ultimo post pubblicato sui social dal primo cittadino, in cui spiegava le ragioni della convocazione della manifestazione: abbracciare i familiari di Fakir e chiedere, insieme a loro, verità e giustizia. E ci sarebbero anche tanti messaggi privati, con minacce pesanti. Così ieri mattina, per tutelarsi, Lepore ha presentato una denuncia-querela in Questura