La Corte di Assise di Appello di Bologna ha confermato la sentenza di primo grado, accogliendo la richiesta della Procura Generale. Amato si era sempre dichiarato innocente e i suoi avvocati assicurano “non ci fermeremo qui”. Sollievo, invece, per la sorella di Isabella, Anna Maria, che ha detto: “è stata ulteriormente riabilitata la figura di mia sorella”
BOLOGNA – Sì è sempre dichiarato innocente, anche questa mattina quando in veste di imputato si è rivolto alla Corte di assise di appello di Bologna prima della Camera di Consiglio. Ma la sentenza è arrivata nel primo pomeriggio e per Giampaolo Amato è ergastolo. La condanna conferma quella di primo grado per l’ex medico della Virtus accusato del duplice omicidio della moglie Isabella Linsalata, ginecologa di 62 anni morta tra il 30 e il 31 ottobre 2021, e della suocera ultraottantenne Giulia Tateo deceduta una ventina di giorni prima, entrambe sembrerebbe per un mix letale di farmaci. Tempo ora 90 giorni per le motivazioni, tra i possibili moventi un’eredità o una relazione extraconiugale di Amato. Pronunciata la sentenza, Giampaolo Amato l’ha accolta a capo chino ed è stato abbracciato dai suoi legali per poi essere scortato fuori dall’aula, il volto teso e scuotendo la testa. Nervosismo, invece, da parte del suo avvocato che assicura “non ci fermeremo qui”. Dalla parte di Amato i due figli che credono alla sua innocenza, questione che Anna Maria, sorella di Isabella, preferisce non toccare se non affermando “è una ferita per me grossa” mentre ci tiene ad esprimere il suo pensiero sulla sorella Isabella.