Un fiume di sorcini ieri ha invaso l’Unipol Arena per la tappa bolognese del tour di Renato Zero che ha portato sul palco la magia di una carriera lunga sessant’anni
BOLOGNA – Un concerto che è un affresco di una carriera iniziata in quella Roma che non c’è più a metà degli anni sessanta e che aveva fatto storcere il naso ai cosiddetti benpensanti. Renato Zero ieri sera, tra i diciassettemila dell’Unipol Arena in delirio, ha portato in scena il suo ennesimo riscatto e non si è risparmiato nei ricordi e nella musica che lo accompagna da sempre. Tre ore di spettacolo, più di 40 brani in scaletta, dagli inizi a oggi e con qualche chicca imperdibile, come Libera, brano del 2001 prodotto a Bologna da Fio Zanotti, un grido d’aiuto contro la violenza indiscriminata e insopportabile dell’uomo.
E poi tutti quei brani che almeno una volta nella vita abbiamo canticchiato. Più su, Amico, Il cielo, I migliori anni della nostra vita. Convinti ancora una volta che il mondo qualcosa di bello è sempre lì pronto ad offrircelo a patto di non perdere la speranza e la passione.