La violenza è più spesso verbale che fisica, ma il fenomeno non si ferma. E l’Ausl di Bologna fa una convenzione con la questura
BOLOGNA – E’ la Giornata nazionale contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari istituita nel 2022 e che ricorre il 12 marzo a riportare alla ribalta ogni anno un tema che resta estremamente preoccupante. I dati raccolti dai sistemi di monitoraggio della Regione sulle aggressioni sono allarmanti e per questo si interviene con alcune misure di prevenzione e di tutela.
Il 2024 ha, infatti, registrato un aumento delle violenze dell’11,7%, tra quelle rilevate spiccano quelle di tipo verbale con un +12,5%, mentre sono lievemente diminuite quelle fisiche con un -11,9%.
2.682 i casi totali segnalati che per il 70,3% hanno colpito le donne, mentre la categoria ad essere maggiormente esposta per un 57,9% è quella degli infermieri, aggressioni che per il 62,6% sono avvenute per mano degli utenti e dei pazienti stessi e nella maggior parte dei casi nei reparti di degenza e al pronto soccorso.
Per cercare di arginare il fenomeno la Regione scende in campo con una nuova campagna di sensibilizzazione “più cura per chi cura”, ma anche con tecnologie di sorveglianza avanzate, interventi tempestivi, percorsi formativi e fornendo il giusto supporto psicologico e giuridico per il personale vittima di aggressioni.
L’Ausl di Bologna parla aumentano invece tutti i tipi di aggressione al personale delle sue strutture: 432 nel 2024 mentre erano 321 nel 2023, 105 quelle fisiche mentre erano state 75, e crescono anche i danni alle cose, da 29 a 55. Nelle aggressioni sono state coinvolte più le operatrici degli operatori, ma sono stati comunque pochissimi i casi gravi. L’Azienda sanitaria, comunque, continua nel suo percorso di prevenzione e tra una settimana firmerà un accordo con la questura per attivare un nuovo sistema di allerta anti-aggressioni al Sant’Orsola.