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Un progetto che rientra nel Piano di Decarbonizzazione per un azzeramento delle emissioni dello scalo bolognese entro il 2030. Un polmone verde nella parte a nord dell’aeroporto Marconi con un’estensione pari a 40 ettari contribuirà all’assorbimento di anidride carbonica e alla protezione della biodiversità.

BOLOGNA – Si estende per 40 ettari il bosco per cui il Marconi è il primo scalo al mondo ad ottenere il certificato FSC, lo standard internazionale più rigoroso per la gestione forestale responsabile. Un vero e proprio polmone verde nella parte a nord dell’aeroporto Marconi di Bologna, tra l’ex cava Olmi e la frazione Lippo di Calderara di Reno, dalle dimensioni di circa 56 campi da calcio non più edificabili poiché a destinazione d’uso forestale, il suo compito con oltre 28mila piante piantumate quello di assorbire l’anidride carbonica e di preservare il paesaggio e la biodiversità.

Un riequilibrio da un punto di vista dell’ecosistema, ma anche una compensazione ambientale che va a tutela dei residenti dei nuclei abitativi che si trovano nei dintorni dello scalo bolognese. Si tratta di un progetto dal valore di 6,6 milioni di euro che rientra nel Piano di Decarbonizzazione con cui l’aeroporto punta ad azzerare le proprie emissioni dirette e indirette entro il 2030.

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