Un attivista ottantenne con la bandiera dell’Ucraina allontanato dal corteo degli antagonisti. Tino Ferrari, ex docente dell’università, è stato respinto dagli addetti alla sicurezza della manifestazione partita dalla Bolognina. La solidarietà di buona parte del mondo politico.
BOLOGNA – “Respingere la bandiera dell’Ucraina da un corteo del 25 Aprile è una offesa a quello che rappresenta questa giornata, dove celebriamo la liberazione dall’oppressione e ricordiamo il valore della resistenza. È inaccettabile che accada in una città come Bologna, Medaglia D’Oro per la Resistenza”. E’ la netta presa di posizione del sindaco Matteo Lepore rispetto a quanto successo a Tino Ferrari, classe 1944, attivista di Italia Viva ed ex docente dell’Università di Bologna, che è stato respinto dagli addetti di sicurezza del corteo degli antagonisti (organizzato da Crash, Potere al popolo e sindacati di base) perché aveva con sé una bandiera dell’Ucraina, oltre che quella dell’Italia e dell’Europa. Una scena ripresa da un video diventato virale su Facebook. “Un clima d’odio inaccettabile”, commenta anche il leader nazionale di Italia Viva Matteo Renzi mettendo il caso di Bologna assieme ad altri episodi di Milano e Roma. “Esprimo la mia solidarietà alla comunità ucraina e a chi con loro è stato allontanato dal corteo del 25 aprile. La battaglia che il popolo ucraino sta combattendo è per la libertà come fu quella dei nostri partigiani”, scriva la senatrice Pd Sandra Zampa. La condanna di Andrea De Maria.