Anche a Bologna è fuga dei professionisti, ma l’Ausl assicura che il problema è ben presente
BOLOGNA – Continua l’esodo dei professionisti sanitari dal Servizio sanitario nazionale. Sono circa 600 gli infermieri che hanno scelto di abbandonare la sanità in Regione. Numerosissimi quelli che una volta terminata la formazione poi scelgono di tornare nella propria Regione di provenienza con un costo di vita più accessibile o addirittura di trasferirsi all’estero alla ricerca di una paga migliore.
“Gli stipendi – denuncia Francesca Batani, Referente di Nursing Up – non sono commisurati alle responsabilità ricoperte dai professionisti e al lavoro che svolgono quotidianamente per la sanità pubblica”.
Con 8mila infermieri all’attivo a Bologna e 35mila in Emilia-Romagna ne mancherebbero all’appello in Regione ben 4mila e negli ultimi quattro anni ne sono andati addirittura via 600. A diffondere questi dati il Presidente regionale del Coordinamento degli ordini degli infermieri Pietro Giurdanella.
A fronte di questa grande emergenza, lo stesso Governatore Michele De Pascale vuole fare il possibile per aumentare gli stipendi.
Un problema quello della carenza di organico, degli stipendi e più in generale delle condizioni di lavoro di cui assicura Michele Meschi, Direttore sanitario dell’Azienda USL di Bologna, la Regione e le Ausl del territorio sono ben consapevoli.