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Il presidente Ucoii, atterrato a Malpensa nella notte, ricorda gli attivisti italiani ancora nelle mani dell’esercito israeliano, tra cui le bolognesi Irene Soldati e Sara Masi

BOLOGNA – E’ arrivato nella notte all’aeroporto di Malpensa, dopo lo scalo a Istanbul, di ritorno assieme agli altri 25 italiani che come lui hanno firmato il foglio di rilascio volontario. Circondato dalla folla che lo ha accolto – c’erano la moglie con i 4 figli, la famiglia, i rappresentanti dell’Unione delle comunità islamiche italiane di cui è presidente – Yassine Lafram ha subito parlato, rivolgendo il primo pensiero ai connazionali, attivisti della Global Sumud Flotilla, ancora nelle mani delle esercito israeliano. A coloro che non avendo sottoscritto il foglio di via sono stati sottoposti al regime di detenzione per altre 72 ore, in attesa dell’espulsione coatta. Ci sono anche le altre due naviganti bolognesi: Irene Soldati, ex candidata di Coalizione Civica che in una nota ne ha chiesto la liberazione e Sara Masi per il cui ritorno si è attivato anche il Comune di Casalecchio.

Yassine Lafram ha ripercorso quanto successo il primo ottobre, durante l’abbordaggio e il fermo della Marina militare israeliano. E poi giornate successive, quelle della detenzione

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