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I proprietari di terreni possono vietare la caccia per ragioni etiche. VIDEO

Dopo la storica sentenza del consiglio di Stato che ha consentito ai proprietari di fondi agricoli di vietare la caccia nei loro terreni non recintanti, l’associazione bolognese Animal Liberation fornirà ausilio per l’iter burocratico da seguire

BOLOGNA – I proprietari dei fondi agricoli potranno vietare la caccia sul loro terreno non recintato per motivi etici. È quanto stabilito dal Consiglio di Stato che si è pronunciato su un ricorso presentato nel 2019 da una socia di Animal Liberation e che ha imposto alla Regione il rispetto integrale della legge nazionale. Dopo che, negli anni passati, erano state numerose le richieste respinte dalla regione, con l’esclusione delle motivazioni etiche.  «E’ una sentenza storica – ha detto la presidente dell’associazione animalista Lilia Casali – perché i suoi effetti non riguardano solo il singolo caso, ma aprono la strada a una più ampia tutela dei diritti dei proprietari con ripercussioni positive per gli animali selvatici e per l’ambiente, mettendo un chiaro e fermo stop a interpretazioni normative distorte da parte delle Regioni». Il divieto di ingresso per i cacciatori amplierà la tutela soprattutto per i terreni non recintati e non delimitati con precisione e Animal Liberation assisterà gli interessanti nell’iter burocratico. «Ci dedicheremo a informare sull’iter da seguire – ha concluso Casali – e assistere i cittadini che vorranno le loro proprietà libere dalla caccia, anche formando una rete di territori di pace, dando massimo rilievo alle motivazioni etiche e morali della scelta».

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