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“Questa strada è pericolosa, quello che è successo a mio padre deve far riflettere una volta di più”. Il 77enne intanto è ancora in rianimazione all’ospedale Maggiore

BOLOGNA – Fabio è il figlio del 77enne investito giovedì scorso in via Molinelli mentre attraversava, sulle strisce pedonali, la strada sotto casa, quella in cui anche lui è cresciuto e continua a vivere. Assieme a tutta la sua famiglia si dice soddisfatto che in questi giorni le condizioni di suo padre non siano peggiorate e resta in attesa di capire cosa succederà ora che i medici dell’ospedale Maggiore cominceranno a diminuire gradualmente i sedativi. Ma nel frattempo vuole anche aprire una riflessione sulla sicurezza stradale in questa zona della città, la fascia pedecollinare.

Ma da qui il ragionamento si estende a tutta Bologna. Secondo Fabio, contattato in questi giorni dall’amministrazione comunale, il dibattito che ha preso il via con l’introduzione di Città 30 deve portare ad un cambio di mentalità, per far capire che le nostre strade non sono solo delle auto.

E dopo questo ennesimo incidente, anche la rete Bologna 30 torna a chiedere controlli costanti, azioni deterrenti e interventi concreti come i dissuasori il restringimento delle carreggiate. “Perché altrimenti -dice la portavoce Sara Poluzzi – la Città 30 resta vera soltanto sulla carta”.

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