La città prima in Emilia Romagna, dove si supera il 19%: la regione dove per ora si è votato di più. Cresce anche il dato nazionale, quasi al 15%, 6 anni fa era stato il 12
BOLOGNA – È un voto senza quorum quello del referendum per confermare o bocciare la riforma della giustizia. Per questo avrà la meglio chi riuscirà a mobilitare di più il proprio elettorato. Le persone chiamate alle urne nel complesso sono poco meno di 51 milioni e mezzo, di questi 5 milioni e mezzo all’estero. Come si è detto, l’affluenza non determinerà la validità del referendum ma potrebbe avere un peso determinante nel far pendere l’asticella verso il sì o il no. A mezzogiorno a Bologna aveva votato il 21,57% degli aventi diritto, la percentuale più alta fra le città dell’Emilia-Romagna, il 19,44% in Emilia-Romagna ed il 14,9 per cento nell’intero Paese.
Dunque, dopo mesi di mobilitazione del fronte del Sì e del No, si chiude la maratona referendaria. Oggi seggi aperti dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15. Con la chiamata al voto di 290.209 bolognesi sulla riforma del governo che modifica sette articoli della Costituzione: prevedendo la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti, il cambio della composizione del Csm, diviso in due organi distinti. Sotto le Torri, i seggi ordinari allestiti sono 445, più 16 speciali (ospedali, case di cura, luoghi di detenzione). Mentre 364 sono i seggi estero, all’istituto Aldini Valeriani, che si occuperanno dello spoglio delle schede votate per corrispondenza dagli italiani residenti all’estero: Bologna è stata individuata come uno dei centri urbani strategici a livello nazionale. Sono invece oltre 3 milioni e 365mila gli elettori dell’Emilia-Romagna. A partire da questa consultazione elettorale, le elettrici e gli elettori non sono più suddivisi per genere maschile e femminile, ma in due elenchi separati e ordinati per cognome in ordine alfabetico (A-L e M-Z), nuovo sistema che sta rallentando un po’ le code dei votanti. Se la tessera elettorale ha esaurito tutti gli spazi, occorre rinnovarla (oppure richiederne duplicato in caso di smarrimento o furto). Se nei giorni che precedono le consultazioni elettorali si è fatta richiesta per ottenere la Carta d’identità elettronica (Cie), ma non è ancora stata consegnata, sarà possibile votare presentando come documento di riconoscimento valido la ricevuta della richiesta di Cie.