Le prime navi hanno attraversato lo stretto di Hormuz ma lo scenario globale resta incerto: intervista al presidente della fondazione del Monte, Pierluigi Stefanini
BOLOGNA – Dai nuovi fronti di crisi in Medio Oriente, alle conseguenze ancora aperte della guerra in Ucraina, fino alle tensioni economiche legate a dazi e approvvigionamenti energetici, il contesto globale appare fragile. In questo scenario si inserisce anche la tregua accettata nelle ultime ore da Trump, che potrebbe rappresentare un primo segnale di distensione, ma che al momento non basta a ridurre le preoccupazioni.
Un’incertezza che si riflette anche sull’economia e sulla vita quotidiana, tra mercati più cauti e timori per il futuro, in una fase in cui ogni equilibrio resta ancora molto precario il sentimento comune è di non poter fare alcuna previsione su come si svilupperà la situazione.