Dopo le celebrazioni, ieri, dei 250 anni dall’indipendenza degli Stati Uniti e del Papa americano Leone XIV a Lampedusa, il politologo bolognese Gianfranco Pasquino riflette su due eventi di portata storica, in una fase della politica internazionale delicata e complessa
BOLOGNA – Si sono concluse le celebrazioni per i 250 anni dalla firma della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America, con il presidente Donald Trump che ha colto l’occasione al volo per sottolineare la potenza e la forza del Paese con la costituzione più giusta e duratura della terra. Proprio dal Monte Rushmore, in South Dakota, sotto i volti in pietra di Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln, Trump ha messo in guardia dal rischio che gli Stati Uniti cadano vittima del comunismo. «Assistiamo oggi a una recrudescenza di tale minaccia nella nostra terra – ha detto – alimentata anche da chi è appena arrivato nel nostro Paese e abbraccia idee diametralmente opposte al nostro stile di vita».
E nella stessa giornata, dall’altra parte del mondo, il Papa americano Leone XIV ha visitato l’isola di Lampedusa, mandando un forte segnale di pace in uno dei luoghi simbolo dell’immigrazione nel Mediterraneo.