Approvata ieri dall’Assemblea legislativa la legge sugli scali aeroportuali. 13 milioni di euro in tre anni per costruire una sinergia tra i quattro aeroporti in un’ottica strategica per turismo, accessibilità del territorio e competitività del sistema produttivo. Legge passata ma non senza polemiche da parte delle forze politiche
BOLOGNA – La legge regionale sugli scali aeroportuali voluta dalla Giunta De Pascale è passata ieri in Assemblea legislativa. 13 milioni di euro in tre anni e il riconoscimento degli aeroporti di Bologna, Parma, Forlì e Rimini come infrastrutture strategiche per l’accessibilità del territorio, per la competitività del sistema produttivo e naturalmente per il turismo. Un modo per consentire ai quattro scali di lavorare in piena sinergia per una visione unitaria che possa rafforzare l’intero sistema regionale in una piena integrazione tra il trasporto aereo e quello ferroviario, stradale e fluvio-marittimo.
Un’approvazione che è avvenuta, però, non senza polemiche da parte delle varie forze politiche.
“Nessun coraggio strategico” la denuncia di Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega, è mancata la volontà da parte della Regione di “coinvolgere davvero il privato nelle scelte strategiche”. Sulla stessa linea anche Fratelli d’Italia, la cui capogruppo Marta Evangelisti ha dichiarato “qui si sta legittimando un modo di operare in cui il confine tra interesse pubblico e interesse privato diventa mobile”. Nessuna partecipazione al voto per loro, dunque, come “scelta di responsabilità”, perché “quando l’imparzialità viene meno – ha detto Evangelisti – è dovere delle istituzioni fermarsi”.
Se il Partito Democratico sostiene convintamente la legge in un’ottica di rafforzamento di attrattività e sostenibilità, Alleanza Verdi e Sinistra ne appoggia l’ottica di sviluppo, ma chiede che la strategia sia davvero integrata per poter essere così anche il più sostenibile possibile.