Il sindaco di Bologna Matteo Lepore era ieri a Genova per partecipare, assieme alla prima cittadina del capoluogo ligure e ai colleghi di Firenze e Bari, ad un confronto sulla sicurezza integrata. Un appuntamento tenuto sotto particolare attenzione anche dal punto di vista della politica nazionale, soprattutto in vista delle elezioni previste nel 2027
GENOVA – Mancano soldi e mancano agenti. Senza un aumento di rorse su entrambi i fronti diventa impossibile realizzare la sicurezza integrata nella Città metropolitane. Il messaggio arriva da quattro sindaci di centrosinistra, riuniti a Genova assieme ai rispettivi comandanti di Polizia Locale e Franco Gabrielli, direttore generale della pubblica sicurezza ed ex capo della polizia. Tra questi c’è anche Matteo Lepore, ospite a Palazzo Ducale della prima cittadina del capoluogo ligure Silvia Salis con i colleghi di Frenza Sara Funaro e di Bari Vito Leccese, per un’occasione di confronto su governance, territorio e sulle nuove sfide per le comunità urbane che arriva due mesi dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto sicurezza.
Intanto l’assessora comunale alla Sicurezza Matilde Madrid rivendica il lavoro che si sta portando avanti a Bologna. “Interventi mirati con venti agenti più nuclei specializzati in azione. I risultati ci sono, l’importante è non abbassare mai la guardia”, ha detto. A livello nazionale invece “aumentare il numero dei reati non porta a nessuna soluzione – ha sottolineato Silvia Salis nell’intevento conclusivo dell’incontro – È troppo semplice fare leva sulla paura delle persone per fare propaganda. Il Governo non ha investito un euro per aumentare la sicurezza. È più semplice fare un nuovo decreto”. E quando gli si chiede se questa convergenza sul tema con la sindaca di Genova, uno dei nomi che sta circolando con più insistenza per guidare il centrosinistra alle prossime elezioni politiche, possa significare anche altro per Lepore, finora considerato uno dei più vicini alla segretaria dem Elly Sclhein.