Un progetto di Arci, Cgil e Caritas di Bologna per accogliere i rider e supportarli con vari servizi per la tutela del lavoro, ristoro e una ciclofficina
Nel cuore di Bologna ha aperto “Casa rider” all’interno di Porta Pratello in via Pietralata 58, nata dalla collaborazione tra Cgil, Caritas e Arci che l’hanno fortemente voluta. Un riparo per non rimanere in strada tra una consegna e l’altra, ma anche un luogo di socialità e di tutela dei diritti e della dignità del lavoro, per spezzare le tante ore in bici da una parte all’altra della città con qualsiasi condizione climatica e ritmi serrati dettati da un freddo algoritmo. Una Casa aperta tutti i venerdì e sabato dalle 16 alle 20, dove trovare, oltre alla ciclofficina per piccole riparazioni, uno sportello di servizi e consulenza per informazioni sindacali, fiscali, su permessi di soggiorno, richieste di cittadinanza e tutto quello che serve ai rider che per la maggioranza sono migranti. “E’ la prima Casa Rider, ma non sarà l’ultima” ha detto il sindaco Matteo Lepore ricordando che per i rider c’è ancora molto da fare. Un nuovo spazio che si aggiunge al Centro di Ascolto della Caritas attivo già da circa tre anni e allo sportello Eureka di Arci dedicato all’accompagnamento ai servizi del territorio per contrastare la povertà