“Non possiamo mai dimenticare che la ricchezza dell’Italia è data dalla manifattura e dall’industria”, dichiara l’Assessore regionale
BOLOGNA – Un’imprenditoria quella emiliano romagnola che mantiene la sua vitalità nonostante i dati negativi fotografati da Unioncamere. Il contesto nazionale e internazionale è di grande difficoltà tra guerre e dazi imposti, pertanto non stupisce l’andamento negativo dell’economia.
tra il mese di aprile e quello di giugno appena passati le iscrizioni di nuove imprese in Regione sono state poco meno di seimila, una soglia che rappresenta un nuovo minimo in questo ultimo decennio eccezion fatta soltanto per il 2020, anno della pandemia. La fotografia fornita da Unioncamere parla anche di un rallentamento delle cessazioni più di tremila con un saldo positivo di duemila imprese, ma che è il più contenuto degli ultimi cinque anni per un secondo trimestre. Quello che preoccupa maggiormente, a detta dell’Assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, è il calo delle imprese di natura industriale a favore invece di quelle attive nei servizi e nelle costruzioni. E’ su questo che il Governo deve intervenire.
Non bisogna dimenticare che sono la manifattura e l’industria a contribuire alla ricchezza dell’intero Paese.