Le persone che nel corso della sperimentazione hanno partecipato ai follow-up, spiega l’esperto Pavarin, erano anche quelle ad aver avuto il maggior contatto con gli operatori
BOLOGNA – Sta facendo discutere la decisione del Comune di Bologna di distribuire gratuitamente circa trecento pipe per il crack nell’ottica di una “riduzione del danno”. La scelta si basa, però, su dati scientifici che hanno coinvolto anche il Sociologo sanitario esperto in Epidemiologia delle dipendenze Raimondo Pavarin.
La fase di sperimentazione durata circa un anno e mezzo ha coinvolto una quarantina di soggetti e dopo una sessantina di giorni ci si è resi conto prima di tutto di una diminuzione della condivisione di pipe artigianali, bottiglie e lattine solitamente impiegate per fumare crack; ma quel che è emerso è che le segnalazioni di problemi di salute si sono dimezzate così come il consumo di crack calato del 50%. Le persone che nel corso della sperimentazione hanno partecipato ai follow-up, spiega l’esperto Pavarin, erano anche quelle ad aver avuto il maggior contatto con gli operatori.
Fornire strumenti più sicuri per fumare crack porta ad una diminuzione delle pratiche iniettive, alla riduzione di una condivisione degli strumenti di consumo, ad abbassare il rischio infettivo correlato alla condivisione, prediligendo le pipe alle siringhe. Tutto questo permette di sviluppare una maggiore capacità di autoregolare i propri consumi e di entrare in contatto con i servizi.