Anche un’interrogazione in Regione: il centro destra parla di istigazione a delinquere e di soldi mal spesi. La Cgil invece difende il Comune
BOLOGNA – Fratelli d’Italia si oppone alla decisione di Palazzo D’Accursio di distribuire gratuitamente trecento pipe per il crack nell’ottica di una riduzione del danno, in questo modo – dice – si incentiva il consumo di sostanze stupefacenti”.
Partita quindi una petizione e presentata una denuncia per istigazione a delinquere e per favoreggiamento al consumo di sostanze stupefacenti, con la richiesta inoltre di un immediato sequestro delle pipe per il crack e la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti per i 3500 euro spesi dall’Amministrazione per le trecento pipe.
La soluzione alternativa al consumo di crack presentata da Fratelli d’Italia sono i servizi già in essere.
Lo studio sulle pipe per il crack, ha spiegato l’Amministrazione, ricorda il metodo utilizzato per combattere il consumo di eroina che diede alcuni concreti risultati in passato, un modus operandi che però a Fratelli d’Italia non piace.
La Regione Emilia-Romagna “prenda posizione sul progetto di distribuzione gratuita di pipe per il consumo di crack realizzato dal Comune di Bologna”. A chiederlo è il centrodestra con una interrogazione in Assemblea legislativa firmata da Elena Ugolini (l’ex candidata alla presidenza regionale, Rete civica), Marta Evangelisti (FdI), Tommaso Fiazza (Lega) e Pietro Vignali (FI).
Ma sono molti a difendere la scelta del Comune di Bologna sulla riduzione del danno, dalla politica ai sindacati: “E’ una pratica riconosciuta e finanziata tra i Livelli Essenziali di Assistenza, in Emilia-Romagna parte integrante delle politiche regionali: l’iniziativa del Comune rientra perfettamente in questo quadro”, scrive in una nota Europa Verde. Dello stesso avviso la Cgil: “Da sempre abbiamo a cuore le fragilità della nostra città, per questo condividiamo in pieno la scelta del Comune: i numeri dicono che nel nostro Paese e all’estero il consumo di crack è in aumento: riteniamo, dunque, il provvedimento una misura di respiro internazionale.